Content marketing, le 4 best practices per il pharma

Il content marketing è il presente e il futuro, per tutti i rami di business. Ecco 4 best practices che dovrebbero guidare le strategie del pharma.
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Dic

Content marketing, le 4 best practices per il pharma

Il content marketing è il presente e il futuro del marketing, e questo vale per tutti i rami di business. Non si può negare, però, che per il pharma non sempre le cose siano semplici. È proprio per questo che abbiamo deciso, su ContentMkt.it, di dedicare ampio spazio ai consigli per le case farmaceutiche e alle esperienze di successo nel panorama internazionale. Scopriamo insieme quattro best practices che dovrebbero guidare le strategie digitali nel pharma.

Less is more

Less is more: un approccio che non nasce certo con il pharma, ma che in questo campo si sta rivelando particolarmente proficuo. Nel 2016, al meeting ASCO (American Society of Clinical Oncology) di Chicago, alcuni partecipanti hanno espresso vivamente la loro preoccupazione per la sovrabbondanza di comunicazioni (spesso sponsorizzate) da parte dei brand, che rischiavano di far passare in secondo piano le conversazioni di contenuto più propriamente scientifico. Nel 2017, AstraZeneca si è impegnata a chiare lettere a diventare “un miglior cittadino dei social media”. E questo comporta da un lato ridurre il numero di tweet, focalizzandosi di più sulle interazioni con gli utenti; dall’altro lato, impegnarsi a comunicare in modo più chiaro, per rendere comprensibili a tutti anche concetti complessi.

Fare gioco di squadra con i legali

“No”. È la risposta più comune, quando si propone un’attività di digital marketing al comparto legale di un’azienda del pharma. Ma la soluzione non è certo quella di lasciar perdere, né tanto meno quella di ignorarsi a vicenda, lavorando a compartimenti stagni. La strategia migliore, anche in questo caso, è il gioco di squadra. Il comparto digital e il comparto legale devono sedersi allo stesso tavolo per stabilire una policy condivisa e una pianificazione precisa dei tempi, dei processi, delle responsabilità e dei cicli di revisione. Chiariti questi aspetti, si potrà lavorare sui contenuti con la certezza che verranno sottoposti alle opportune verifiche, per scongiurare brutte sorprese.

Scegliere il canale giusto

Seppur con un certo ritardo rispetto ad altri settori, i social media nel pharma non sono più una novità. Per chi si sta affacciando ora a questo mondo, la priorità è quella di esaminare lo scenario competitivo. Quante sono le aziende del pharma su Youtube? Quante su Instagram? Ogni canale ha le proprie grammatiche, ha le proprie caratteristiche e (ultimo, ma non ultimo) ospita già dei competitor che dicono la loro. Un ultimo avvertimento sulla scelta del canale, che potrà persino sembrare banale: la leadership di Facebook, ormai, è conclamata in tutti i settori. Nulla vieta di trascurare Facebook e preferirgli altri spazi, ma deve trattarsi di una scelta estremamente ponderata.

Integrata, rilevante, di lungo periodo

Integrata, rilevante, di lungo periodo: questi, secondo PharmExec, sono i tre aggettivi che devono descrivere la campagna ideale sui social media. Ma cosa significano, nel concreto?

  • Rilevante: la campagna deve fornire informazioni utili al proprio target.
  • Integrata: i mezzi di comunicazione (analogici e digitali) non sono compartimenti stagni. Costruire una strategia significa anche coordinarli per fare in modo che contribuiscano, ciascuno con il proprio ruolo, agli obiettivi aziendali.
  • Di lungo periodo: troppo spesso ci si ferma alle vanity metrics, che risultano fini a se stesse. Costruire la fiducia del proprio pubblico potrà essere un percorso più lungo e faticoso, ma è l’unico che porta a risultati concreti e tangibili.

Fonti

Pharmexec

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