Come insediare nella tua azienda B2B un team di marketing che funziona

Secondo Convince&Convert, anche nel B2B esistono alcuni elementi ben precisi che distinguono i team di marketing affiatati e di successo.
Team di marketing B2B
7
Set

Come insediare nella tua azienda B2B un team di marketing che funziona

Lavorare nel marketing B2B non è mai stato facile e non lo sarà nemmeno in futuro. Tecnologie che si evolvono, aspettative che si innalzano, metriche sempre più complesse da padroneggiare… I cambiamenti in corso sono tanti e complessi e impongono a ogni team di marketing di dimostrarsi compatto e proattivo nell’affrontarli senza farsi sopraffare.

Convince&Convert ha deciso proprio di partire dalle persone, con una serie di interviste a una manciata di guru del marketing B2B. A loro ha chiesto quali sono gli ingredienti che rendono così speciale il team di marketing della loro azienda. Ne sono emersi sette: noi li riassumiamo brevemente, invitandovi a leggere l’articolo completo per saperne di più.

La cultura aziendale è al primo posto

Usare tecnologie e piattaforme è complicato, nessuno lo nega. Però, se ci si dedica alla formazione, lo si può imparare. L’attitudine giusta, invece, è bene che sia presente dall’inizio. Per questo molte aziende, anche B2B, nel processo di selezione prestano un’attenzione decisiva a quanto il candidato sia vicino alla cultura aziendale.

Ci si confronta in modo aperto sui risultati

Ogni membro di un team di marketing ha degli obiettivi stabiliti (individuali e di gruppo) e una metrica da misurare per ogni obiettivo. Nei team che funzionano davvero, questi risultati vengono condivisi e discussi, con la massima onestà e trasparenza.

Marketing e vendite vanno nella stessa direzione

Per commentare quest’affermazione non servono lunghi discorsi, ma basta un singolo dato. Secondo il gruppo Aberdeen, se il team di marketing collabora con quello di vendita i risultati migliorano in modo tangibile; anzi, per la precisione quadruplicano.

Vengono stabilite delle priorità

I compiti e i progetti di qualsiasi divisione marketing sono di anno in anno sempre più numerosi e complicati. Per stare dietro a tutti, il primo passo è quello di dotarsi di un sistema strutturato per organizzare il lavoro, gestire la scadenze e smistare i compiti tra i vari collaboratori. Al di là di questo, bisogna individuare in modo univoco una gerarchia di priorità, per evitare di disperdere troppe energie sui progetti meno strategici.

I feedback arrivano in tempo reale

Qualsiasi team di marketing stabilisce, a cadenza semestrale o annuale, delle riunioni plenarie e dei momenti di confronto face-to-face in cui parlare dei risultati raggiunti e dei margini di miglioramento. Anche i team di successo lo fanno, certamente. Però non aspettano che scatti quel momento per fornire i feedback che possono aiutare le persone a migliorare, misurare i loro progressi e lavorare con più spirito e determinazione. Certo, i feedback possono essere negativi, e in quel caso il confronto può non essere facile sul fronte umano e relazionale; ma la trasparenza, nel lungo termine, viene sempre premiata.

Le persone vengono incoraggiate a risolvere i propri problemi

I problemi e gli scontri, prima o poi, succedono. È la normalità e non ha senso fare finta che non sia così. I team di marketing che funzionano meglio sono quelli che incoraggiano i loro membri a comunicare, confrontarsi e risolvere in autonomia i loro conflitti, senza necessariamente tirare in ballo i superiori.

Lo storytelling è al centro della strategia

Molto spesso si esagera nel porre barriere tra il marketing B2B e il marketing B2C. In realtà, in entrambi i casi si ha a che fare con delle persone che vanno persuase, utilizzando una serie di argomentazioni che sono in parte razionali e in parte emotive. Anche nel B2B, dunque, lo storytelling è fondamentale per comunicare il valore del brand, conquistare il pubblico e convincerlo a fidarsi di quel brand e non di uno dei suoi innumerevoli competitor.