Sfruttare al meglio le call to action per il B2B: alcuni consigli

La call to action giusta può fare la differenza, soprattutto nel B2B. Ecco una breve guida agli elementi da considerare per massimizzare le conversioni.
Call to action
13
Ott

Sfruttare al meglio le call to action per il B2B: alcuni consigli

L’implementazione di call to action all’interno delle piattaforme digitali è un tema di grande interesse per le aziende, che sono sempre alla ricerca della formula migliore per attirare gli utenti e far sì che siano più inclini ad accettare le loro richieste.

Indipendentemente dal fatto che si tratti di un’azienda B2C o B2B, ciò che conta è riuscire a creare un meccanismo (comunemente definito bottone), quello della call to action, che dietro alla sua apparente semplicità e scarsa rilevanza celi lunghi e accurati ragionamenti al fine di sfruttarne appieno le molteplici potenzialità.

È indispensabile che le aziende si interroghino su cosa intendano offrire all’utente e in che modalità, considerando i suoi reali interessi. Una volta definiti questi elementi, sarà possibile individuare la call to action migliore per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Hard e soft call to action per il B2B

Generalmente si distinguono due categorie di call to action: hard e soft. Alle prime appartengono tutte quelle CTA volte a portare l’utente a compiere un’azione specifica, come compilare un modulo per poter scaricare un pdf o una richiesta di contatto.

Call to action: downloadCall to action: contact us

Sono “soft”, invece, tutte quelle azioni che non comportano un grande investimento o impegno da parte dell’utente. Si tratta di passaggi che portano al raggiungimento di un obiettivo più grande e non di soluzioni dirette. Ecco alcuni esempi: richieste di iscrizione a newsletter aziendali o di seguire una pagina Facebook.

SubscribeFollow us

 

Lo scopo della distinzione non è mostrare come l’una sia, banalmente, più performante o migliore dell’altra. Anzi, esse possano essere complementari tra loro per consentire alle aziende di rispondere meglio alle esigenze di tutti i pubblici.

Le due tipologie individuate rispondono a momenti differenti del processo decisionale dell’utente. Pensare di adottare solo l’una o l’altra non è corretto, oltre che estremamente limitativo. Infatti, in un caso (hard) si rischierebbe di non considerare coloro che che non sono ancora pronti all’acquisto. Nell’altro caso (soft), invece, si rischierebbe di tardare l’acquisto da parte di un cliente già maturo

L’adozione, in giusta misura, di entrambe le soluzioni consentirebbe di ottenere maggiori conversioni seguendo e rispettando i tempi dei clienti.

Cosa tenere in considerazione nella creazione di una CTA per il B2B

  • È importante andare dritti al punto. È possibile prevedere un testo di accompagnamento alla call to action, ma il focus deve essere sempre rivolto al contenuto.
  • Per convincere le persone non serve adoperare un tono autoritario, ma far comprendere il motivo per il quale conviene seguire l’azienda.
  • Bisogna provare diverse tipologie di call to action per comprendere quale sia la migliore, sia in termini di design che di collocamento all’interno della pagina.
  • È importante lavorare in un’ottica di miglioramento costante, cercando di affinare sempre più l’efficacia delle proprie CTA.

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