Numeri, trend e novità sulle case farmaceutiche nei social media

Come se la cavano le case farmaceutiche nei social media? Un report di Unmetric ci offre alcuni insight interessanti sulle aziende statunitensi.
case farmaceutiche nei social media
7
Nov
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Numeri, trend e novità sulle case farmaceutiche nei social media

Come si comportano le case farmaceutiche nei social media? Non è facile rispondere a questa domanda: un po’ perché questo mondo vive un’incessante e rapida evoluzione, un po’ perché il settore del pharma presenta delle caratteristiche peculiari, legate tanto all’etica quanto alle normative. Possiamo ricavare alcune utili indicazioni di tendenza da Social Media Report – Pharmaceutical Companies, pubblicato da Unmetric.

Il campione di analisi

Le case farmaceutiche analizzate dal report sono nomi molto noti a livello internazionale.

  • Abbott
  • Abbvie
  • Allergan
  • Roche
  • AstraZeneca
  • Bayer
  • Boehringer Ingelheim
  • Bristol-Myers Squibb
  • Lilly
  • Johnson&Johnson
  • GSK
  • Merck
  • Novartis
  • Novo Nordisk
  • Pfizer
  • Sanofi

Di ciascuna di esse è stata esaminata la presenza su Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, Linkedin e Pinterest. Proprio per le caratteristiche del settore, Linkedin e Twitter sono di gran lunga i più frequentati. Instagram, invece, è in coda alla classifica.

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La qualità vince sulla quantità

Le case farmaceutiche nei social media pubblicano meno contenuti rispetto al passato. Rispetto al 2014, si segnala addirittura un -36 per cento. Certamente ci sono alcune eccezioni, come Pfizer che nel 2016 ha pubblicato nella sua pagina corporate su Facebook con una frequenza superiore del 332% rispetto al 2013. Se la quantità cala è, presumibilmente, perché si prediligono sempre di più i contenuti più impegnativi a livello tecnico e qualitativo. Primi tra tutti i video, che rappresentano il 16% di tutti i post delle case farmaceutiche nei social media.

Proprio mentre cala il numero di contenuti, aumenta la media di interazioni per ogni post. Questo dato sottolinea, fuori da ogni dubbio, che per avere successo non è indispensabile sommergere l’utente di contenuti. Anzi: meglio privilegiare quei contenuti che risultano davvero rilevanti per l’utente e che possono essere prodotti con una qualità impeccabile. Anche a costo di abbassare leggermente la frequenza di pubblicazione.

L’advertising è sempre più importante

Dal report emerge un altro dato che certamente non stupisce gli addetti ai lavori: l’advertising è sempre più centrale. Nell’ultimo trimestre del 2016, il 14% delle case farmaceutiche ha sponsorizzato i suoi post su Facebook, con un aumento di ben quattro punti percentuali rispetto al primo trimestre dello stesso anno. Anche questo spiega il motivo per cui l’engagement sia più alto, pur riducendo il numero di post.