Comunicare il food nei social media, 4 consigli da seguire

Nei social media, il food è onnipresente. Ma ciò non significa che si possa trascurare la strategia: ecco alcuni consigli per elaborare contenuti efficaci.
Comunicare il food
21
Apr

Comunicare il food nei social media, 4 consigli da seguire

Il mondo del food è oggetto di studio e di discussione in diversi ambiti, anche molto distanti da quelli cui abitualmente siamo soliti accomunarlo. Un esempio di tale allargamento di orizzonti è offerto dalla correlazione tra questo mondo e le neuroscienze. Una possibile applicazione potrebbe riguardare lo sviluppo di nuove strategie di food advertising volte ad offrire un bilanciamento tra creatività e accuratezza scientifica.

Da sempre, l’interesse riguardo il cibo si è incentrato sul suo valore simbolico-comunicativo, sulla sua natura e sulla sua valenza etica. Tutto questo può essere letto a diversi livelli di complessità.

Con l’avvento dei social media, è stato possibile constatare come l’interesse verso questo settore sia progressivamente cresciuto. Ne sono prova le nuove forme di espressione che vedono protagonisti non solo i professionisti ma anche appassionati e persone alle prime armi.

Tale avvicinamento al digitale ha comportato come effetto, ad esempio, il potenziamento di alcune componenti sensoriali tipiche del food e la nascita di un filone del marketing appositamente dedicato. Basti pensare alla maggiore attenzione rivolta alla componente estetica dei prodotti alimentari e del loro “impiattamento” volti (forse) a sopperire alla mancanza di uno dei sensi principali, il gusto.

 

Le basi per comunicare il food

Se è vero che il food è talmente ricco di spunti da consentire di soffermarci relativamente poco sul “cosa” comunicare, rimangono comunque cruciali le domande relative al “come” e al “dove”. Per tale ragione, sintetizziamo di seguito alcuni spunti da tenere in considerazione per sviluppare attività di content marketing ad hoc per il food.

 

Qual è l’obiettivo del contenuto che vogliamo generare? Come misuro i risultati conseguiti?

Anche se può sembrare scontato (e sicuramente è comune a tutti i settori), avere ben chiari questi elementi durante tutto il processo ci consente di rimanere focalizzati sulle nostre priorità, di non deviare e di constatare sempre la validità delle nostre proposte e iniziative. Se per esempio si intende rafforzare il posizionamento aziendale o la Brand Identity, si dovranno strutturare i contenuti adeguati a questi obiettivi (ad esempio punto molto sulla trasmissione dei valori aziendali). In seguito, bisognerà individuare metriche e KPI idonei a valutarli.

 

Contenuti, non solo ricette!

Come già sostenuto in precedenza, gli spunti da cui attingere sono molteplici: basta solo trovare l’idea giusta per destare l’interesse dei nostri utenti. Di per sé un contenuto non è mai banale, lo può diventare nel momento in cui viene meno la componente creativa. Se intendiamo condividere ad esempio una nuova ricetta, abbiamo diverse possibilità per comunicarne gli ingredienti e le modalità di preparazione. Immaginiamo di voler utilizzare un video. Le caratteristiche che possiamo modificare sono varie, partendo dalla durata o dall’eventuale presenza di un “cuoco”, fino ad arrivare al tono di voce, al registro linguistico da utilizzare.

Un esempio? Buitoni ha deciso di aprire un canale Youtube in cui condivide tutorial sull’utilizzo dei propri prodotti all’interno di ricette più o meno elaborate, volte a destare l’interesse e la voglia di sperimentare dei propri utenti. Inoltre non è da sottovalutare la possibilità che siano gli utenti stessi a generare dei contenuti, anche attraverso commenti o recensioni. Si potrebbe addirittura pensare di mettere in evidenza quelli migliori.

Buitoni

Fonte: Canale Youtube CasaBuitoni

Dove condividiamo i nostri contenuti?

Il fatto che un’azienda abbia a disposizione diversi canali non vuol dire che li debba utilizzare tutti. Innanzitutto, è indubbiamente più semplice e meno dispendioso gestire un numero ristretto di canali. Al di là di questo, molto spesso anche la tipologia di contenuto che andiamo a produrre potrebbe prestarsi meglio ad un canale piuttosto che a un altro. A regnare sovrane nel food sono sicuramente piattaforme come Instagram, Pinterest e Youtube, fortemente connotate dalla componente visiva e narrativa. Ovviamente il tutto si deve basare su un calendario editoriale sviluppato in base agli obiettivi che ci si è posti e sufficientemente dettagliato. Volendo offrire degli esempi in merito, particolarmente valide sono le iniziative di Giallo Zafferano e di Galbani.

Entrambi i brand hanno deciso di implementare un ulteriore strumento per promuovere i propri contenuti. Si tratta di un’applicazione dedicata alla raccolta di ricette e spunti culinari, che al tempo stesso consente di creare community di appassionati relative ai due brand. Comune alle due applicazioni è la possibilità di costruire una rubrica con le proprie ricette preferite. A distinguere Galbani invece è il Galbani Club, i cui iscritti possono pubblicare le proprie ricette. Inoltre, la app legge i codici a barre dei prodotti per fornire agli utenti consigli utili o spunti sul loro utilizzo; l’utente, infine, riceve “notifiche intelligenti” che gli suggeriscono le ricette in base ai suoi gusti.

Lavorare con gli influencer?  

Non bisogna necessariamente ricorrere a chef pluristellati per mettere in atto collaborazioni con persone connotate da una significativa reach e influenza online. Esistono ormai innumerevoli blog o influencer legati al food che, pur non essendo professionisti o ristoratori, sono riusciti a costruirsi un ampio pubblico.

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