Emoji, ecco come sfruttare il loro potenziale per il digital marketing

Dopo essersi affermate come presenza costante nella nostra vita quotidiana, le emoji diventano anche un efficace strumento di marketing.
3
Ott

Emoji, ecco come sfruttare il loro potenziale per il digital marketing

Nella nostra vita quotidiana le emoji sono una presenza costante. Complice la diffusione pervasiva delle app di messaggistica – che hanno conquistato anche i più reticenti, rimpiazzando gli sms –, siamo ormai abituati a esprimerci tanto per parole quanto per immagini, affidando a queste ultime il compito di esprimere ironia, affetto, sfumature dell’umore. Ma siamo sicuri che le emoji siano appannaggio esclusivo delle comunicazioni private?

Qualche cifra sulle emoji

Un po’ di numeri ci aiuteranno a inquadrare con più precisione il tema. A soli 18 anni di distanza dall’invenzione della prima emoji in assoluto, ad opera del giapponese Shigetaka Kurita, ne esistono ufficialmente 2.666 nello Standard Unicode. Ogni giorno su Facebook ne vengono inviate 60 miliardi. A luglio 2017, le preferite in assoluto dagli utenti erano la faccina che piange dal ridere, quella con gli occhi a forma di cuore e il bacio. Esiste addirittura un Emoji Day, che si celebra il 17 luglio.

 

Perché le emoji hanno così tanto successo

Ma qual è il motivo di questa emoji-mania? Innanzitutto, sono una nuova lingua condivisa, semplice e immediata. Una lingua capace di ridurre le ambivalenze proprie del linguaggio scritto, comunicando anche ciò che spesso è difficile esprimere a parole: sarcasmo, affetto, determinazione. A parità di contenuto testuale, una emoji è in grado di conferire un tocco di personalità al messaggio.

 

Le potenzialità per il marketing

Ed è proprio per questo motivo che i professionisti del marketing farebbero bene a non lasciarsi scappare le emoji. In un mondo saturo di messaggi di ogni tipo, per riuscire a far breccia nell’attenzione del proprio pubblico non ci si può lasciar sfuggire nemmeno le più piccole opportunità. E le emoji sono tra queste. Secondo uno studio di Appboy, gli utenti tendono a dare più fiducia ai brand che le usano nei loro contenuti.

 

Come iniziare

Anche in questo contesto, però, non bisogna mai sottovalutare l’importanza della strategia. Prima di infarcire di emoji i propri contenuti, bisogna innanzitutto individuare (tramite un’attività di ascolto della Rete) quelle preferite dai propri utenti, magari suddividendoli in cluster. Inoltre è buona norma non esagerare, usandole per quello che sono: modi per “colorare” il significato di una frase, non per sostituire in toto la parola scritta. Se ci sono dubbi sulla loro interpretazione, significa che c’è qualcosa che non va!

 

Fonti

Convince&Convert

Social Media Week

 

Leave a Reply

LOGIN

Accedi alla tua area riservata