Gli esordi dell’intelligenza artificiale, dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta

Di solito viene presentata come una novità dirompente, ma in realtà gli esordi dell’Intelligenza Artificiale risalgono addirittura agli anni Cinquanta.
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7
Gen

Gli esordi dell’intelligenza artificiale, dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta

L’intelligenza artificiale è, senza ombra di dubbio, il trend che sta cambiando non solo gli strumenti, ma anche le logiche di fondo della comunicazione e del marketing. Quando approcciamo questo mondo, però, dobbiamo fare uno sforzo di volontà: quello di liberarci dall’immaginario fantascientifico trasmesso dalla cultura letteraria e cinematografica. L’AI non è uno tsunami improvviso, ma il risultato di anni di ricerche, sperimentazioni, prove ed errori. Ne abbiamo una prova se ripercorriamo gli esordi dell’intelligenza artificiale dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta, grazie all’accurata ricostruzione che ne fa la BBC.

1950 – Test di Turing

Il celeberrimo test è descritto per la prima volta da Alan Turing nell’articolo Computing machinery and intelligence, apparso nel 1950 sulla rivista Mind. Il test di Turing prende spunto dal “gioco dell’imitazione”, in cui un esaminatore cerca di distinguere un uomo da una donna basandosi sulle risposte date ad alcune domande. In questo caso, deve distinguere un essere umano da un computer.

Anni ‘60 – Marvin Minsky

Marvin Minsky è il co-fondatore del MIT Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory. I suoi studi si concentrano sul modo per rendere un calcolatore capace di manipolare non solo dati numerici, ma anche simboli di tipo linguistico per la comprensione di forme di ragionamento basate su analogie e sul senso comune.

Minsky ritiene che la logica dei calcolatori non sia adatta a descrivere i processi di pensiero quotidiani delle persone. Ricorre al concetto di frame (quadro di riferimento che fornisce al programma una gamma di informazioni che trattano una classe di oggetti o di situazioni). Quando si trova di fronte a un problema, il programma seleziona un frame e tenta di applicarlo; se l’esito è negativo prova con un altro frame e così via.

Minsky propone un approccio top-down: programmare un computer impostando le regole che governano i comportamenti umani. Questo viene preferito rispetto all’approccio bottom-up, che invece prevede che le reti neurali simulino quelle cerebrali e apprendano nuovi comportamenti.

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1969 – Shakey the robot

Shakey è il primo robot capace di decidere dove muoversi e cosa fare sulla base di ciò che ha intorno.

Il robot costruisce una mappa dello spazio circostante: ciò significa però che a ogni movimento deve fare un nuovo upload della mappa, impiegando tantissimo tempo. Basta un oggetto in movimento nel suo campo d’azione per disorientare completamente Shakey, costringendolo a rimanere fermo anche per un’ora per riconfigurare la mappa e pianificare i prossimi passi.

Primi anni ’70 – L’inverno dell’IA

I primi anni Settanta sono un momento buio nella storia dell’intelligenza artificiale. Dopo spese miliardarie, i risultati concreti sono ancora scarsi e poco incoraggianti. Il Lighthill Report (pubblicato da James Lighthil nel 1973) dipinge un quadro sconfortante dei progressi dell’AI nel Regno Unito e convince il governo britannico a bloccare tutti i finanziamenti per la ricerca, a eccezione di quelli per le università di Edimburgo, Sussex ed Essex.

1981 – La ripresa

Il momento di crisi viene superato a partire dall’inizio degli anni Ottanta, quando inizia a emergere il potenziale valore commerciale dell’Intelligenza Artificiale.

Questa svolta è legata anche al fatto che le ambizioni vengano ridimensionate. Invece di puntare a creare un’intelligenza simile a quella umana, i ricercatori si focalizzano sui sistemi che riescono a risolvere in modo efficiente compiti più specifici.

Digital Equipment Corporation, fondata da Ken Olsen, è una delle prime società ad avere successo commerciale grazie all’IA. Il primo sistema, noto come RI, serve per configurare gli ordini per i nuovi sistemi informatici. Entro il 1986 fa risparmiare all’azienda circa 40 milioni di dollari l’anno.

Sei curioso di scoprire come prosegue la storia dell’Intelligenza Artificiale? Tieni d’occhio questo blog: la prossima settimana pubblicheremo un altro post che arriverà fino ai nostri giorni!