Come ridurre l’impatto ambientale della casa e delle abitudini quotidiane

Nuove abitudini, tecnologie intelligenti e case stampate in 3D: pillole di sostenibilità per ridurre l’impatto ambientale della nostra vita e curare un pianeta sempre più malato.
Impatto ambientale della casa
17
Apr

Come ridurre l’impatto ambientale della casa e delle abitudini quotidiane

Tutti noi, nel nostro piccolo, siamo responsabili dell’impatto ambientale delle nostre abitudini quotidiane. E sappiamo anche bene che, per pigrizia o superficialità, siamo restii a cambiarle.
Per fortuna il coinvolgimento degli italiani nei confronti della sostenibilità è aumentato progressivamente dal 2015: dopo EXPO la sostenibilità è diventata una questione di interesse nazionale.
Lo confermano i dati dell’indagine condotta per LifeGate dall’istituto Eumetra MR, in occasione del quarto Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile (Ons). È progressivamente diminuito, infatti, il numero di persone che percepivano la sostenibilità come una moda. Aumentano al tempo stesso coloro che oggi reputano necessario un cambiamento del proprio stile di vita, per avere il minor impatto ambientale possibile.

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Come possiamo cambiare le nostre abitudini domestiche per ridurre il nostro impatto ambientale?
I comportamenti sostenibili legati alla gestione della casa includono sicuramente la raccolta differenziata e l’uso di elettrodomestici a basso consumo energetico.
Parlando di acquisti, sempre dall’indagine Lifegate è emerso come gli italiani siano disposti a spendere di più per risparmiare energia (e, quindi, in futuro anche denaro).
Le soluzioni per una buona economia domestica comprendono:

  • L’utilizzo di lampadine LED per l’illuminazione di casa.
  • L’acquisto di elettrodomestici a basso consumo.
  • L’uso di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

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Sostenibilità urbana

Anche l’architettura diventa sostenibile grazie all’influsso delle nuove tecnologie. In piazza Beccaria a Milano, in occasione della Design Week 2018, verrà presentata la prima casa italiana realizzata con una stampante 3D.
La “3D Housing 05”, stampata in circa due settimane dallo studio di architettura CLS, sarà completamente sostenibile: l’utilizzo della tecnologia 3D permetterà di ridurre il tempo e il costo di costruzione.
Anche nei paesi a basso reddito si sta sperimentando questa soluzione. L’annuncio è arrivato il 12 marzo da Austin (Texas): nell’arco di meno di 24 ore è stato stampato in 3D un edificio abitabile, per giunta con un costo bassissimo. Si parla, infatti, di una cifra compresa tra i 3.500 e i 4.000 dollari.
La “casa 3D”, non solo riduce l’impatto ambientale delle costruzioni tradizionali perché funzionale a sprecare meno materiali, ma potrà anche essere una soluzione per risolvere l’emergenza abitativa delle popolazioni povere.