Come mappare le fonti interne di contenuti per i tuoi canali digitali

Ogni azienda ha già a disposizione alcune fonti interne di contenuti utili per la sua strategia digitale. Bisogna solo imparare a conoscerle e valorizzarle.
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14
Set

Come mappare le fonti interne di contenuti per i tuoi canali digitali

Se con Contentmkt.it abbiamo deciso di focalizzare un’intera area tematica sul settore della cura della casa, è perché ci siamo resi conto del fatto che il potenziale è enorme, ma in questo momento viene sfruttato soltanto in minima parte. Molte aziende sembrano rassegnate alla prospettiva di non avere nulla da dire e di doversi affermare sul mercato in altri modi (magari con la concorrenza al ribasso sui prezzi). In realtà, non c’è niente di più sbagliato. Qualsiasi azienda ha dei contenuti di valore da comunicare e spesso non se ne rende nemmeno conto. Con questo post, dunque, spiegheremo nel dettaglio come scovare questi contenuti, a partire dalla mappatura delle fonti interne.

Cosa si intende per “fonti interne”

Questa espressione può sembrare un po’ vaga, quindi facciamo un passo indietro per contestualizzarla. La prima cosa da chiarire è che il content marketing è un’attività trasversale all’intera organizzazione. Non si può pensare che il team di content marketing, o l’agenzia esterna, lavorino in totale autonomia e “al buio”, senza coordinarsi minimamente con tutte le altre divisioni. O meglio, potrebbero anche farlo, ma così facendo si andrebbe a sprecare una incredibile mole di contenuti che già esistono e che aspettano soltanto di essere valorizzati.

Le fonti interne sono quindi tutte quelle figure dell’azienda che già producono dei contenuti nel corso della loro usuale attività lavorativa.

Qualche esempio ci potrà aiutare a scendere ancora più nel dettaglio:

  • La rete vendita elabora presentazioni e materiale commerciale per i prospect.
  • Gli addetti alle risorse umane spediscono comunicazioni interne ai dipendenti.
  • Il reparto ricerca & sviluppo redige studi, analisi, report.
  • Ecc.

Come mappare le fonti interne di contenuti

Detto questo, come arrivare a una mappatura completa e di lì a un workflow che metta agilmente questi contenuti al servizio del content marketing?

Il nostro consiglio è quello di elaborare un vero e proprio modello: non servono complicate piattaforme, basta una semplice tabella Excel. Questo schema deve contenere diverse voci:

  • La tipologia di contenuto prodotto (informativo, promozionale, tutorial…).
  • I riferimenti della persona che si occupa di quella specifica tipologia di contenuto, con gli eventuali collaboratori.
  • Il format con cui viene diffuso (testo, video, infografica, scheda tecnica…) e il canale (analogico o digitale).
  • L’effort necessario per produrre quel contenuto, che si può valutare mettendo a sistema diversi elementi: il numero di ore impiegate dal personale interno e freelance, la spesa extra (riprese video, stampe professionali, immagini di stock ecc.), i passaggi necessari per l’approvazione definitiva ecc.

Quando tutti avranno compilato la tabella, il content strategist avrà un quadro chiaro su tutti i contenuti a cui può attingere per elaborare la sua strategia. Nella maggior parte dei casi, ci si stupisce di fronte al numero di fonti interne che magari non erano mai state valorizzate!