Concorsi online, cosa prevede la legge italiana

I concorsi online sono preziosi per una strategia di digital marketing. Bisogna però stare attenti a rispettare la legge, che in Italia è piuttosto severa.
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24
Gen

Concorsi online, cosa prevede la legge italiana

I concorsi online sono tra gli strumenti più “smart” ed efficaci per coinvolgere in prima persona gli utenti, facendoli appassionare e divertire. Come qualsiasi altra attività di content marketing, però, non si può certo pensare di organizzarli dall’oggi al domani. Bisogna inserirli in una strategia, capire esattamente quali obiettivi si prefiggono e quali risorse richiedono.

Rispetto alle altre attività di digital marketing, per giunta, c’è da superare uno scoglio in più. Stiamo parlando della legge italiana, che in merito ai concorsi a premi è piuttosto complessa. Qui vi seguito, dunque, vi descriviamo il procedimento per organizzare concorsi online a norma di legge ed evitare di incappare in brutte sorprese. Per ulteriori approfondimenti, vi consigliamo l’ebook gratuito Tutto quello che devi sapere sui contest online, pubblicato da Leevia.

 

Cosa sono i concorsi a premi, secondo la legge italiana

La disciplina italiana per i concorsi a premi (tra cui rientrano anche i concorsi online) è contenuta nel DPR 26/10/2001, n. 430. Il ministero dello Sviluppo economico, essendo competente in merito, se necessario può emettere altre circolari interpretative per chiarire le nuove fattispecie che emergono nel corso del tempo.

Secondo la legge italiana, un concorso a premi è

un’iniziativa, avente fini anche in parte commerciali, diretta a favorire, nel territorio dello Stato italiano e attraverso la promessa di premi, la conoscenza di prodotti, servizi, ditte, insegne o marchi oppure la vendita di beni o servizi.

I premi messi in palio consistono in beni (compresi beni immobili), servizi, sconti di prezzo. […]

L’assegnazione dei premi dipende dalla sorte; da un congegno o macchina; dall’abilità dei concorrenti chiamati ad esprimere giudizi o pronostici relativi a manifestazioni sportive, letterarie, culturali o a rispondere a quesiti o ad eseguire lavori; dall’abilità dei concorrenti ad adempiere per primi alle condizioni stabilite dal regolamento della manifestazione.

I premi messi in palio sono consegnati agli aventi diritto entro il termine di sei mesi dall’individuazione dei vincitori.

La partecipazione al concorso a premio è gratuita, salvo le ordinarie spese di spedizione o telefoniche (o di invio di SMS) necessarie ai fini della partecipazione.

 

I 5 step dei concorsi online a norma di legge

Ma cosa bisogna fare, concretamente, per organizzare concorsi online e non incorrere in spiacevoli sorprese? La procedura è piuttosto lunga e prevede cinque step.

1. Scrivere un regolamento

Innanzitutto bisogna mettere nero su bianco il regolamento che specifica:

  • i promotori;
  • la durata e l’ambito territoriale del concorso;
  • le modalità e le tempistiche di svolgimento dell’iniziativa;
  • i premi in palio e il loro valore indicativo;
  • gli estremi delle Onlus a cui devolvere i premi non assegnati.

2. Presentare una cauzione a garanzia dei premi

In seguito, bisogna presentare una cauzione a favore del ministero dell’Interno, pari all’intero ammontare del montepremi (al netto dell’Iva). Se filerà tutto liscio e i controlli del ministero non evidenzieranno irregolarità, la cauzione verrà svincolata dopo 180 giorni dalla chiusura del concorso.

3. Effettuare la comunicazione al ministero dello Sviluppo economico

Almeno 15 giorni prima del lancio del concorso, bisogna effettuare la comunicazione per via telematica al ministero.

4. Rivolgersi a un notaio

Bisogna dunque interpellare un notaio, o un altro funzionario competente. Questa figura dovrà supervisionare tutte le fasi dell’assegnazione dei premi.

5. Far redigere un verbale al notaio

Il notaio, o il funzionario della Camera di Commercio, dovrà redigere il verbale della procedura di scelta dei vincitori. Anche il verbale verrà inviato al ministero.

 

Tutti i concorsi online devono sottostare a questo processo?

Per fortuna esistono anche casistiche che non rientrano nella categoria delle manifestazioni a premi. E che, quindi, sono esonerate dagli obblighi che abbiamo appena descritto. Eccole.

  • I contest che, come premio, offrono sconti o quantità aggiuntive dei prodotti in promozione.
  • I concorsi indetti per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, o di progetti industriali o commerciali, se il premio è il corrispettivo di prestazione d’opera o il riconoscimento del merito personale dell’autore. In questa categoria può rientrare il vasto mondo degli user generated content dei concorsi online.
  • Le manifestazioni che offrono come premio oggetti “di minimo valore” (adesivi, penne, calendari…).
  • Le iniziative che hanno finalità sociali o benefiche.

 

Fonti

Tutto quello che devi sapere sui contest online, Leevia

I Contest su Facebook: come funzionano e perché farli, Web Marketing Tools

Contest sui social network: cosa puoi fare e cosa dice la legge, Buzz My Brand

Zuckerberg vs burocrazia italiana: come organizzare un contest regolare su Facebook, Ninja Marketing

1 Response

  1. Ciao!

    Riferendomi a quanto detto qui: “Per fortuna esistono anche casistiche che non rientrano nella categoria delle manifestazioni a premi. E che, quindi, sono esonerate dagli obblighi che abbiamo appena descritto. Eccole. I contest che, come premio, offrono sconti o quantità aggiuntive dei prodotti in promozione. ”

    Se organizzassi un contest su facebook per un punto vendita e mettessi in palio solo un buono sconto da utilizzare all’interno del punto vendita, non avrei bisogno di stilare un regolamento, contattare un notaio etc.? Grazie

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