Retail, le statistiche aggiornate sui grandi player e sui trend di acquisto

Chi opera nel mercato dei beni di consumo non può non osservare da vicino i cambiamenti che stanno interessando il mondo del retail. Deloitte offre una panoramica sui grandi player e sui trend in ascesa a livello globale.
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23
Gen

Retail, le statistiche aggiornate sui grandi player e sui trend di acquisto

Insieme alla cura della persona e all’alimentare, il settore della cura della casa va a costituire il grande mondo dei beni di largo consumo. E non si può parlare di largo consumo senza conoscere a fondo le dinamiche del retail. Alcuni dati particolarmente interessanti e aggiornati ci arrivano da Deloitte, che ha pubblicato la XX edizione di Global Powers of Retailing 2017che analizza i risultati dell’esercizio annuale al 30 giugno 2016 resi pubblici dai più grandi player del mondo.

Quali sono i più importanti colossi del retail

Il fatturato complessivo dei 250 maggiori colossi globali del retail ha raggiunto i 4.300 miliardi di dollari, segnando un +5,2% rispetto all’anno precedente. La top 10 dei maggiori player globali vede stabilmente in testa Wal-Mart e, per la prima volta, l’ingresso di Amazon.

  1. Wal-Mart
  2. Costco
  3. The Kroger
  4. Schwarz Unternehmenstreuhand
  5. Walgreens Boots Alliance
  6. The Home Depot
  7. Carrefour
  8. Aldi Einkauf GmbH & Co
  9. Tesco
  10. Amazon

Nella classifica dei 250 più grandi player globali del retail, l’Italia compare alla 76ma posizione con Coop, tallonata da Conad. Esselunga è alla posizione 125 ed Eurospin alla 188.

Come cambiano le abitudini e le preferenze degli utenti

Al di là dei numeri, è molto interessante notare come si evolvono i trend di consumo del retail.

  1. “Less is more”. I consumatori non si pongono più l’obiettivo di acquistare tanti prodotti, ma preferiscono selezionarli con maggiore attenzione in termini di qualità ed esperienza. Negli ultimi due o tre anni, l’interesse verso il prodotto mass-market ha visto un costante decremento a favore del prodotto di nicchia, ricercato, magari anche etico e sostenibile.
  2. L’influenza dei social media. I consumatori sono sempre più consapevoli del ruolo che hanno i consumi nel definire la loro identità. Ciò significa che sono sempre più attenti a cercare quei prodotti e servizi che rispecchiano il personal brand che vogliono costruirsi nei social media. Di conseguenza, i brand (anche quelli dei prodotti per la casa o, in generale, del largo consumo) devono sforzarsi di andare al di là del rapporto qualità-prezzo, comunicando valori e costruendo esperienze.
  3. Siamo tutti retailer. Fino a una decina d’anni fa, nessuno si sarebbe mai sognato di chiedersi se una determinata persona, o azienda, è un retailer o meno. Nel mondo della sharing economy, dei maker, del crowdfunding e dell’economia collaborativa, i confini sono molto più sfumati. E gli operatori tradizionali, invece di chiudere gli occhi, devono avere il coraggio di reinventarsi.
  4. Shopping on-demand. I consumatori sono sempre meno propensi a scegliere da uno scaffale sempre uguale a se stesso. E, per contro, sempre più abituati a esperienze calibrate al dettaglio sulle loro esigenze. Non a caso, per la prima volta nella top 10 dei giganti del retail c’è anche Amazon, che deve la sua forza proprio alla capacità di offrire suggerimenti perfettamente mirati sui comportamenti d’acquisto del cliente.
  5. Tecnologie esponenziali. Robotica, realtà aumentata, intelligenza artificiale: le tecnologie esponenziali non sono fantascienza, ma la realtà di tutti i giorni. E sono destinate a cambiare profondamente le esperienze d’acquisto, dentro e fuori dal punto vendita.

 

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