La sanità digitale avanza... e il pharma?

La sanità digitale fa passi da gigante, i medici sono sempre più connessi, ma le case farmaceutiche non sembrano approfittarne.
Sanità digitale
11
Mar

La sanità digitale avanza… e il pharma?

Da qualche settimana stiamo affrontando il vasto tema della salute. In questi anni, infatti, la sanità digitale sta facendo grandissimi passi avanti e Internet è ormai il pane quotidiano dei medici: ciò significa che le case farmaceutiche potenzialmente hanno a disposizione un enorme bacino di comunicazione e opportunità, ma non sempre sono in grado di sfruttarlo al 100%.

 

Sanità digitale e medici connessi: le cifre

Un’ulteriore dimostrazione di questo assunto è data dal Centro Studi Merqurio, che a gennaio 2015 ha pubblicato il report I medici e i canali digitali, risultato di una survey svolta a ottobre 2014 su un campione di 1.120 dottori italiani: per la maggior parte (800) si tratta di medici di medicina generale, a cui si aggiungono pediatri, ginecologi e cardiologi.

Le cifre dicono che il digitale, per i camici bianchi, è ormai una realtà: oltre il 90% degli intervistati (una percentuale che scende all’84% per i ginecologi) usa un pc (fisso o portatile) per la propria attività professionale; per quanto riguarda i dispositivi mobili, i meno “smart” sono i pediatri (il 22% degli intervistati usa lo smartphone e il 17% il tablet) mentre le percentuali di adozione più alte, pari rispettivamente al 46% e al 35%, sono quelle dei cardiologi.

Ma cosa significa “usare il pc e lo smartphone per attività professionali”? Esaminiamo le risposte date dai medici generali, che costituiscono la categoria più rappresentata; le percentuali si riferiscono a coloro che hanno indicato di svolgere “spesso” o “sempre” una determinata attività.

  • Utilizzare applicazioni utili per la sua attività professionale: 69%
  • Ricerca di informazioni e/o dati medico-scientifici: 76%
  • Inviare/ricevere informazioni a/da pazienti: 25%
  • Inviare/ricevere informazioni a/da aziende farmaceutiche/informatori scientifici: 39%
  • Inviare/ricevere informazioni a/da colleghi: 51%
  • Consultare Newsletter/mailing in ambito medico: 78%

Tra le numerose modalità con cui cercare informazioni in Rete, sono i motori di ricerca a fare la parte del leone: li utilizzano il 69% dei medici generali, il 75% dei cardiologi, l’83% dei ginecologi e dei pediatri.

 

Il pharma ancora troppo silenzioso

Ma le compagnie farmaceutiche sono già abituate a intercettare queste domande e questi bisogni, comunicando in modo costante coi medici? L’articolo The 5 Best Practices for Content Marketing in Health & Pharma dipinge, in tal senso, un quadro in chiaroscuro:

  • Il 43% delle aziende sanitarie e farmaceutiche monitorate ha in programma di incrementare la spesa per il content marketing nei prossimi 12 mesi, ma la media per gli altri settori è pari al 54%.
  • Mediamente il content marketing raccoglie il 31% del budget di marketing; tale percentuale, per il settore sanitario, scende al 23%.
  • Per i professionisti del content marketing sanitario e farmaceutico, la sfida principale è quella di produrre abbastanza contenuti.
  • Nel settore sanitario si tende a esternalizzare la produzione di contenuti: lo fa il 63% delle aziende, a fronte di una media generale del 45%.
  • Solo il 58% dei professionisti del marketing nella sanità ha aperto un blog; negli altri settori, si arriva al 74%.

Insomma, di fronte all’avanzata della sanità digitale, le case farmaceutiche sembrano ancora troppo timide. Si può quindi intuire che quelle che saranno in grado di cavalcare l’onda, in modo competente e intelligente, avranno solo da guadagnarci.

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