Siamo l’esercito del selfie: la bellezza ai tempi dei Social Network

Qual è il potere dei media digitali sulla nostra concezione di bellezza? Nell'epoca dei selfie siamo sempre più portati a esporci, con tutti i rischi che ciò comporta per la nostra autostima.
Bellezza e social media
4
Mag

Siamo l’esercito del selfie: la bellezza ai tempi dei social network

Più di 1 milione di selfie al giorno, 58.425.492 foto con il tag #selfie su Instagram: i numeri parlano chiaro. Ogni giorno, i social network ci pongono davanti la nostra immagine e ci costringono a interrogarci sulla nostra percezione della bellezza.
Attraverso gli autoscatti è facile accettarsi: con una media di 25 foto prima di essere davvero soddisfatti, la scelta del filtro giusto e qualche ritocco alla luminosità, il gioco è fatto.

I social media hanno accentuato la tendenza sociale dell’essere umano di piacere agli altri e sentirsi accettato. E diciamocelo, ci sentiamo tutti, chi più chi meno, un po’ tirati in causa.

«I narcisi sono sempre esistiti, ma finché non sono stati inventati i selfie, avevano poche occasioni di dare dimostrazione di sé» – Paolo Crepet, psicoterapeuta, a proposito di quello che viene definito come narcisismo collettivo.

Non è bello ciò che è bello, è bello ciò che pesa!

Contro l’imposizione della bellezza da social network, l’attrice Jameela Jamil con il profilo Instagram “I Weigh” (io peso) dedicato alle donne, spesso e ingiustamente etichettate per il loro peso.

Troppo magra o troppo grassa: le donne valgono più del loro peso.
Ed ecco che il selfie diventa uno strumento per mostrare la forza di donne che condividono ciò che amano di sé e della loro vita, ciò di cui vanno orgogliose.

Jameela scrive: “Io peso: splendidi amici, rido ogni giorno, amo il mio lavoro, sono economicamente indipendente, faccio sentire la mia voce per i diritti delle donne, mi piacciono le mie braccia flosce e mi piaccio nonostante TUTTO ciò che i media dicono che dovrei odiare di me stessa”.

Il profilo Instagram, con quasi 24K followers, si propone di rivoluzionare la concezione di bellezza perpetrata dai media. Il messaggio è chiaro: dobbiamo sentirci sicuri del nostro corpo, cogliere le nostre diversità come punti di forza e non difetti.

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Bellezza nelle diversità: un’arma a doppio taglio

Una donna su due ritiene che i social media facciano pressione su di loro per apparire in un certo modo. Per questo Dove, con l’iniziativa “Real Beauty Bottles”, si è proposta di aiutare le donne ad abbracciare la propria individualità come fonte di fiducia. Dove ha creato, infatti, sei bottiglie di docciaschiuma dalle forme più varie con lo slogan “la bellezza è in tutte le forme e le misure”.

I brand sono i primi a cercare nuovi modi per personalizzare, trasmettere autenticità e fornire esperienza, anche attraverso il packaging. Il progetto deve, però, considerare l’emotività del messaggio che si vuole trasmettere. Non tutti hanno infatti apprezzato l’iniziativa, poiché le forme invitano a giudicarsi per l’apparenza, accentuando le diversità piuttosto che accettarle.