La storia dell’Intelligenza Artificiale, dagli anni Ottanta ai nostri giorni

La storia dell’Intelligenza Artificiale è fatta di tentativi, errori, esperimenti. Ecco le tappe più importanti, dagli anni Ottanta a oggi.
storia dell’Intelligenza Artificiale
14
Gen

La storia dell’Intelligenza Artificiale, dagli anni Ottanta ai nostri giorni

Ripercorrendo gli esordi dell’Intelligenza Artificiale ci eravamo fermati al 1981, anno in cui si inizia a intravedere il potenziale valore commerciale dell’IA. Sempre basandoci sull’ottima ricostruzione pubblicata dalla BBC, seguiamo gli ultimi vent’anni di storia dell’Intelligenza Artificiale, fino ad arrivare alle rapide evoluzioni a cui stiamo assistendo ai nostri giorni.

1990 – Il cambiamento di approccio

L’australiano Rodney Brooks diventa direttore del laboratorio di informatica e intelligenza artificiale del MIT, ruolo che era stato di Marvin Minsky.

Brooks è ispirato dagli avanzamenti delle neuroscienze. Queste ultime rivelano che, per esempio, il senso della vista è il risultato dell’azione congiunta di una serie di «moduli». Da qui Brooks propone di accantonare il modello top-down (programmare un computer impostando le regole che governano i comportamenti umani) e sostituirlo col modello bottom-up (le reti neurali simulano quelle cerebrali e apprendano nuovi comportamenti).

Il suo articolo più noto si intitola «Elephants don’t play chess».

1997 – Kasparov e Deep Blue

Deep Blue è un computer prodotto da IBM, espressamente progettato per giocare a scacchi.

Nel 1996 Deep Blue vince la prima partita a scacchi contro il campione del mondo in carica, Garry Kasparov, che poi però ribalta il risultato arrivando a 4-2.

Dopo un aggiornamento, a maggio 1997 Deep Blue si aggiudica per 3.5-2.5 la rivincita su sei partite contro Kasparov.

Dopo il match perso, Kasparov avanza il sospetto che la macchina sia stata «aiutata» da uno o più esseri umani. Le sue diffidenze sono suffragate dal fatto che non gli vengano mai forniti i tabulati sull’attività del computer, cosa che formalmente è prevista dall’accordo. Un documentario uscito nel 2003 dà spazio ad alcune interviste che definiscono la vittoria di Deep Blue come una manovra per aumentare il valore azionario di IBM.

Kasparov chiede la rivincita, ma IBM rifiuta e ritira Deep Blue.

2002 – Roomba

Roomba è un robot domestico per la pulizia dei pavimenti prodotto da iRobot a partire dal 2002. In 9 anni ne vengono venduti circa 6 milioni nel mondo.

Tramite alcuni sensori e un processore piuttosto semplice, il dispositivo ha un’«intelligenza» sufficiente per pulire un pavimento in modo preciso ed efficiente.

Nella prima generazione è necessario indicare, tramite appositi pulsanti, la dimensione della stanza da pulire. Nelle generazioni successive il calcolo diventa automatico e c’è un solo tasto (chiamato CLEAN). Nella quarta generazione si può programmare il giorno e l’ora in cui Roomba deve fare le pulizie e ci sono sensori che permettono al robot di evitare gli ostacoli e non cadere dalle scale.

A prima vista può sembrare un passo indietro rispetto alle ambizioni dei pionieri dell’AI, ma Roomba in realtà apre una nuova era di robot autonomi specializzati su compiti specifici.

2002 – Intelligenza artificiale militare

La Difesa statunitense negli anni recenti inizia a interessarsi agli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale. Un esempio è BigDog, un robot quadrupede dinamico e stabile creato nel 2005 da Boston Dynamics. BigDog è lungo un metro, alto 70 centimetri e pesa 75 chilogrammi, all’incirca le dimensioni di un piccolo mulo. Si tratta di un robot da carico che accompagna i soldati su terreni troppo impervi per essere percorsi da normali veicoli. La locomozione è controllata da un computer di bordo che fa da cervello e che riceve gli input provenienti dai vari sensori presenti sul BigDog, mentre la navigazione e l’equilibrio sono gestiti dal sistema di controllo.

2008 – Riconoscimento vocale

Nel 2008 negli smartphone Android e iOS viene lanciata Voice Action, un’app di Google per il riconoscimento vocale. Il riconoscimento vocale è sempre stato uno degli obiettivi chiave dell’AI. Fino a quel momento però nessun sistema ha mai superato una precisione dell’80%.

Google si fa pioniere di un nuovo approccio: migliaia di computer, dotati di reti neurali che lavorano in parallelo, processano gli immensi volumi di dati forniti dagli utenti stessi. Dopo anni di continui perfezionamenti, Google ora stima che il livello di precisione sia pari al 92%.

2010 – Robot umanoidi

La tecnologia avanza e permette di sviluppare robot umanoidi, come NAO, che arriva a risultati che per i suoi predecessori come Shakey sarebbero stati impensabili. Si tratta di un robot da compagnia prodotto a partire dal 2006 da Aldebaran Robotics (ora Softbank Robotics). NAO diventa celebre per alcune campagne dimostrative (coreografie, partite di calcio ecc.), ma viene anche sperimentato, per esempio, per attività educative rivolte ai bambini autistici.

2011 – IBM Watson

IBM sbalordisce tutti quando Watson, il suo sistema di intelligenza artificiale, partecipa al quiz televisivo Jeopardy surclassando due campioni storici (vince infatti 77.147$, mentre gli avversari si fermano rispettivamente a 21.600$ e 24.000$).

IBM ha iniziato a lavorare su Watson cinque anni prima. Si tratta di una delle «Grand Challenge» dell’azienda (quelle precedenti erano state Deep Blue e il supercomputer Blue Gene).

Watson durante il gioco non è connesso a Internet. Si basa su un meccanismo chiamato DeepQA, che analizza la domanda, ipotizza alcune possibili risposte e processa ciascuna di esse tramite una serie di algoritmi (che tipo di informazione è? è affidabile? È rilevante?), per poi disporle in una gerarchia sulla base dell’esperienza precedente.

Paradossalmente, quella versione di Watson è semplificata, perché può eseguire un solo compito (rispondere alle domande) ed essere sottoposta a un solo intervistatore. Per passare da questa versione di Jeopardy a quella che per esempio si dedica alle diagnosi oncologiche, bisogna intervenire sui contenuti, sull’«addestramento» e sulle relative funzionalità.

Un anno dopo, il video è stato visto da 15 milioni di persone e 386 università collaborano con IBM per lo sviluppo di Watson.

2014 – Eugene Goostman

Nel 2014, in un certo senso, si chiude il cerchio: un chatbot chiamato «Eugene Goostman» è il primo a superare il test di Turing, lo stesso da cui era iniziata la storia dell’Intelligenza Artificiale.

Il chatbot impersona un ragazzo ucraino di 13 anni, per cui l’inglese è la seconda lingua. Ciò giustifica un maggior numero di errori nell’esposizione.

Questo traguardo è criticato da molti esperti di Intelligenza Artificiale, perché il chatbot è stato progettato esplicitamente in funzione del test ed è quindi ritenuto poco rappresentativo della realtà.

 

Con il nostro racconto ci fermiamo qui, ma certamente le prossime pagine della storia dell’Intelligenza Artificiale sono ancora tutte da scrivere.