Le aziende italiane sanno usare i social media?

L'Osservatorio Social Media dell'università IULM fa il quadro dell'adozione dei social media da parte delle aziende italiane. Scopriamo i risultati.
Aziende italiane e social media: qual è il quadro?
4
Feb

Le aziende italiane sanno usare i social media?

I professionisti del digital marketing da anni discutono (giustamente) di strategia, di best practices, di storytelling. E ormai hanno un po’ la tendenza a “dare per scontati” i social media, ritenendoli una parte integrante della quotidianità delle persone e delle aziende. Ma ogni tanto è il caso di fare un passo indietro e chiedersi: le aziende italiane conoscono i social media? Li sanno usare in modo continuativo ed efficace? Domande apparentemente semplicissime, che però possono riservare qualche sorpresa. A dare una risposta è l’Osservatorio Social Media condotto dall’università IULM di Milano. Dopo l’evento di presentazione dello scorso 28 gennaio, riassumiamo per voi i risultati più rilevanti.

 

Il campione: 720 aziende italiane

720 aziende italiane, suddivise equamente tra grandi, medie o piccole, sono state analizzate con un approccio qualitativo e quantitativo nel periodo compreso tra maggio e novembre 2015. Le aziende appartengono a sei settori: Alimentare, Arredamento, Banche, Hospitality, Moda e, per la prima volta, anche B2B, che sostituisce le pubbliche amministrazioni. Questi soggetti sono stati estratti in modo casuale dal totale delle aziende italiane: ciò significa che non si pone il problema dell’autoselezione e che la risultante è un quadro completo e rappresentativo del sistema Paese, che non si limita – come spesso accade – ai best performer.

 

Il sito istituzionale: un ritardo ancora tangibile

Il primo dato probabilmente farà strabuzzare gli occhi a chi mastica quotidianamente digital marketing: un’azienda su quattro, tra quelle analizzate, non ha un sito. Com’è facile intuire, difficilmente ciò accade per le aziende grandi (il 95,4% di esse ha un sito istituzionale), mentre quelle piccole sono particolarmente in ritardo.

Proprio dall’analisi del sito istituzionale emerge un dato curioso: capita che le aziende italiane aprano spazi sui social media ma non li segnalino in nessun modo. E non si tratta di casi isolati: siamo nell’ordine di un’azienda dell’hospitality su quattro e di una su cinque nel settore di moda e arredamento.

 

I social media: Facebook domina, Instagram cresce

Tra i social media stravince Facebook, scelto dal 79% delle aziende italiane; lo seguono, a debita distanza, YouTube (55%), Google+ (che passa dal 17% del 2013 al 55%), Twitter (48%) e Linkedin (45%). Negli ultimi due anni si è assistito a un vero e proprio boom dei social media “visuali”, vale a dire Instagram (la cui adozione è passata dal 4 al 34% del campione) e Pinterest (dal 18 al 30%). Chiudono la graduatoria, con percentuali del tutto residuali, Flickr, blog e forum.

Tra i social media, Facebook è pressoché trasversale: si segnalano percentuali di adozione sensibilmente più basse della media solo per il settore bancario (56%) e B2B (8%). Linkedin, invece, è usato soprattutto dalle banche (77% del totale) ma è quasi inesistente per l’hospitality (8% del totale). La moda è il settore mediamente più attivo, in modo trasversale: il 100% delle aziende monitorate ha attivato Facebook, il 68% Twitter, il 66% Youtube, il 64% Google+, il 45% Linkedin, il 74% Instagram, il 58% Pinterest, il 68% Foursquare. Il B2B, new entry della ricerca, arranca: oltre al dato bassissimo di Facebook, solo il 4% delle aziende monitorate ha un canale Twitter, il 21% Linkedin, il 13% Instagram, il 13% Pinterest.

 

Assodati questi dati quantitativi, cosa possiamo dire sulla qualità di queste presenze social? Lo scopriremo nel prossimo post del nostro blog. Nel frattempo, potete sfogliare la presentazione sintetica della ricerca “La SocialMediAbility delle aziende italiane” oppure richiedere la versione completa.

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