We see equal, la campagna di P&G per le pari opportunità

Con la campagna We see equal, P&G si schiera per la parità retributiva tra uomini e donne e contro stereotipi e pregiudizi.
24
Ott

We see equal, la campagna di P&G per le pari opportunità

Chi ha detto che un’azienda di prodotti per la cura della casa non abbia nulla da dire sui social media? Chi ha detto che non possa fare altro che parlare di pulizie, vita quotidiana, cura del legno e dei tessuti? Aziende del genere, che entrano tutti i giorni nelle nostre case, hanno in realtà un enorme potenziale da sfruttare. Spesso lo lasciano un po’ in sordina, come per timore di uscire eccessivamente dal seminato e avventurarsi in territori inesplorati. In realtà, quando fanno scelte più coraggiose, spesso i risultati sono di tutto rispetto. Lo dimostra la campagna We see equal, con cui P&G ha voluto dire la sua sulle pari opportunità.

We see equal

Lanciata la settimana dell’8 marzo, We see equal è una campagna con cui P&G prende una posizione netta per l’abbattimento degli stereotipi e per l’uguaglianza retributiva tra uomo e donna. La firma l’agenzia Badger&Winters, che si era già spesa per sensibilizzare la giuria di Cannes Lions affinché evitasse di premiare campagne basate su una visione stereotipata della donna.

Il messaggio della campagna è netto e inequivocabile: un mondo privo di discriminazioni sul genere è un mondo migliore. Mettendoci la faccia in prima persona, P&G si impegna ad applicare coerentemente questi principi nel proprio business. E la promessa non è da poco, visto che l’opinione pubblica è estremamente reattiva di fronte alle prese di posizione della casa madre di innumerevoli brand molto noti nel mondo della cura della persona (AZ, Braun, Gilette, Pantene, Oral B…) e della cura della casa (Mastro Lindo, Swiffer, Viakal, Dash, Fairy…).

Cosa ci insegna P&G

Indipendentemente dalle considerazioni sull’iniziativa, con la campagna We see equal P&G ci sta lanciando un messaggio. O, forse, una conferma. Nel 2017, i brand non possono più impostare la propria attività di comunicazione sul prodotto e sulla vendita tout court. Le loro comunicazioni non possono più essere martellanti e monodirezionali, ma devono inserirsi in modo organico in un flusso vario e multiforme. In una qualsiasi bacheca Facebook, l’utente vede i post di P&G alternati a quelli dei suoi diretti competitor e di aziende di altri settori, ma anche di chi azienda non è: la sua squadra del cuore, i suoi amici, le testate giornalistiche. L’azienda deve trovare il suo posto nella mente e nell’immaginario del cliente: questo significa anche prendere una posizione sulle tematiche che il cliente vive in prima persona.